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...Ora per particolare predisposizione fisico geografica, per naturale vocazione di popolo o razza legato al proprio sangue o biotipo la musica, o meglio parte di essa, sembra si sia legata all’Italia, alla penisola mediterranea del continente europeo.
Illustri musicisti hanno dato credito a questa ipotesi da Guido d’Arezzo, Marenzio, Gesualdo, a Palestrina, Monteverdi, Vivaldi, Boccherini, Tartini, Scarlatti, Geminiani, Clementi, fino agli operisti Rossini, Verdi, Puccini ,Bellini, e ai contemporanei, solo per citarne alcuni.
Dunque la vocazione italiana, dove il “sì suona” dove il sole splende e dà adito al motivo sentimentale, il sole dunque come simbolo della luce, della divinità, del cuore, centro pulsante di tutte le cose, dove “Napoli canta”, dove il cuore e il sentimento e l’amore nutre quindi il cantare, il bel canto, il recitar cantando.
Quando si recita con passione e amore, si canta, le parole dette vengono intonate. Qui ha trovato casa la musica, in questo belpaese di sole e mare, di natura e amore per la bellezza, cosi tanto da influire, come sappiamo, sul mondo intero con la sua terminologia musicale. L’Italia infatti ha mantenuto nel mondo il suo ruolo di custode del sentimento, del godimento, dell’apertura del cuore…. Dal libro “Il musicista ispirato e illuminato” di Andrea Ceccomori- Morlacchi Editore

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